Il nostro Mentoring: come coltiviamo l’esperienza

Il nostro Mentoring: come coltiviamo l’esperienza

N.B. Questo contenuto è stato prodotto e pubblicato la prima volta da Flowing, società che da luglio 2022 è confluita in Claranet Italia. Insieme a essa sono confluite riflessioni, temi, metodologie e spunti, ampiamente condivisi e orgogliosamente riproposti all’interno di questo blog. ©claranet

PUBBLICATO IL 14/02/2022 DA

Francesco

Development

Alessandro

Development

Alessandro

Design

Dare il proprio contributo per accrescere competenze e sensibilità delle altre persone: ne abbiamo scritto anche nel nostro Community Manifesto, per noi la servant leadership ha un ruolo centrale. Ecco perché abbiamo pensato ad un sistema di formazione basato sul mentoring integrato nella nostra cultura organizzativa.

Come facciamo mentoring

Il mentoring è una metodologia di formazione basata su una figura di guida o modello – chiamata mentor – e un allievo, il mentee. Nel nostro caso il mentoring è informale e poco strutturato: si basa su una serie di incontri one-to-one a intervalli regolari, utili sia per trasferire concetti e consigli al mentee che per tenere sotto controllo l’obiettivo di quel particolare percorso di mentoring. La durata standard dei nostri percorsi è sei mesi, se l’obiettivo che il mentee ed il mentor si sono dati viene raggiunto prima può interrompersi senza problemi.

È importante che il mentor venga scelto dal mentee basandosi su un rapporto di stima e conoscenza reciproca: scopo di questo processo non è solo la crescita e la formazione, ma anche la contaminazione e lo scambio continuo proprio grazie alla sua forma one-to-one.

La figura del mentor

In Flowing, per mentor intendiamo una figura esperta in una determinata materia che si mette a disposizione di altri surfer. Può essere una expertise tecnica, relazionale, di gestione, di approccio o metodo. Per questo il primo passo è stato identificare i mentor tra i surfer che avessero maturato esperienza in certi ambiti, che fossero in Flowing da almeno due anni e disponibili al “ruolo”.

Per rendere questo processo sostenibile per l’azienda, abbiamo stabilito che:

  • ogni mentor può avere al massimo tre mentee, in modo da poter dedicare ad ogni percorso la giusta attenzione e profondità pur mantenendo la propria operatività.
  • il numero di mentor sarà variabile nel tempo ma indicativamente sarà circa un terzo dei surfer operativi.

Il mentee

È il mentee che sceglie il proprio mentor. La scelta è coadiuvata in Flowing dalla cultura del feedback e dai diversi riti e meccanismi che spronano i surfer a maturare un percorso come professionisti e verso diversi obiettivi.

Il foglio elettronico è nostro amico: teniamo traccia di tutti i mentor disponibili, ognuno con i suoi tre slot. Chi vuole diventare mentee basta che scriva il suo nome nello slot libero indicando una data ipotetica di fine percorso. Alla fine del percorso il mentor ed il mentee possono decidere di rinnovarlo per altro tempo oppure liberare lo slot.

Come diventare mentor

Come anticipavamo, il gruppo dei mentor non è fisso: ogni surfer può diventarlo, tramite un percorso che passa per un periodo “beta”.

Ognuno può scegliere di mettere a disposizione la propria expertise al resto dei surfer. Per i primi due percorsi è considerato un mentor “beta” e non può occuparsi dei temi di “Our Flow” essendo un insieme di pratiche e soft skill complesse, peculiari dell’ecosistema Flowing.

Alla fine dei due cicli fatti come mentor beta, si chiede feedback ai mentee per avere informazioni sul valore erogato durante il percorso. L’elaborazione di tale feedback viene poi condiviso con il gruppo dei mentor che valuterà l’idoneità a diventare mentor a tutti gli effetti.

Photo by NeONBRAND on Unsplash


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